L'usato è conveniente, ma la potenziale truffa è dietro l'angolo

L'usato è conveniente, ma la potenziale truffa è dietro l'angolo
di

La regola del caffè per le truffe Web può tornare utile in molti contesti, dato che il ragionare attentamente su ciò che sta accadendo vale anche, ad esempio, per l'acquisto di prodotti usati. Che si stia contrattando per acquistare un'automobile o uno smartphone, i potenziali rischi sono dietro l'angolo.

Quante volte in televisione si vedono pubblicità di servizi convenienti come Vinted, Wallapop o Subito? Gli italiani amano l'usato, che può d'altronde rappresentare un potenziale salva portafogli importante. Fatto sta che, per quanto conveniente, questo tipo di tendenza comporta un passaggio che potrebbe non esattamente essere immediato nella mente: non si ha più a che fare direttamente con grandi realtà come Amazon e rivenditori, bensì si tratta direttamente con privati.

Inculcato questo concetto, che in termini tecnici si chiama C2C (tranquilli, non è difficile, banalmente si tratta di operazioni tra consumatore e consumatore), le potenziali problematiche vengono subito a galla. Chi c'è dall'altra parte? La domanda sorge spontanea: certo, non occorre farsi troppe "paranoie", dato che là fuori ci sono molte persone che vogliono semplicemente vendere i loro oggetti usati, ma è sempre bene approfondire come si deve i metodi che vengono usati per la vendita.

Tra le principali truffe, c'è quella che riguarda il metodo di pagamento, in cui un venditore malintenzionato potrebbe chiedere di ricaricare la sua carta di credito. In questo caso, il prodotto potrebbe addirittura non esistere e le foto pubblicate nell'annuncio potrebbero essere state prese dal Web, in quanto, in uno schema di truffa che purtroppo si è visto nel corso degli anni, il truffatore sparisce dopo aver preso i soldi. Al prossimo "Ehi, ricarica la mia Postepay", rispondete magari con un "no, grazie".

Se ne sono però viste di tutti i colori col passare del tempo nel mondo dell'usato: si fa riferimento persino a situazioni in cui un venditore usa inserzioni altrui per vendere a prezzo più alto. In che senso? Il malintenzionato, dal nome fittizio Francesco, inserisce un annuncio prendendo foto reali da un'altra inserzione invece valida, creata in questo caso da Chiara.

Chiara ha correttamente messo in vendita il suo smartphone di ultima generazione per 1.000 euro, mentre Francesco nella sua inserzione promette di vendere lo stesso dispositivo di Chiara a 1.500 euro. Quando l'utente Giacomo, che non si è ben informato sui prezzi, piazza dunque "l'ordine" tramite l'inserzione di Francesco, quest'ultimo non fa altro che acquistare il prodotto a 1.000 euro da Chiara, inserendo però come indirizzo di spedizione quello di Giacomo, fingendo sia il suo. In questo modo, Francesco, essenzialmente senza fare nulla, si porta a casa 500 euro. Si tratta della truffa del triangolo: uno schema purtroppo noto, come indicato da Consumatori.it.

Esiste però persino una truffa all'inverso, perpetrata dal consumatore nei confronti dei venditori. Come ben potete immaginare, c'è di mezzo la restituzione dell'oggetto: acquistato, ad esempio, un orologio di alto valore, l'acquirente malintenzionato afferma di volerlo restituire, citando una qualsivoglia scusa. A questo punto, il venditore, in questo caso onesto, potrebbe essere portato ad accettare il "rimborso", restituendo i soldi: peccato che, una volta ritornato l'oggetto, all'interno del pacco ci sia un falso, ovvero una replica dell'orologio originariamente inviato.

Insomma, purtroppo esiste "di tutto" nel mondo dell'usato e va dunque sempre prestata la giusta attenzione. Il ragionare su questioni come metodi di pagamento richiesti, altre inserzioni simili presenti sul Web e sull'effettiva onestà di chi chiede un rimborso può aiutare a stare alla larga da alcuni dei rischi più importanti in questo ambito. La "regola del caffé", ovvero quella del fermarsi a ragionare su quanto sta accadendo davanti a una buona tazza di caffè, può insomma potenzialmente tornare utile anche in questo campo.

Evitare di fornire dati sensibili a sconosciuti è poi un'altra precauzione che può consentire di stare alla larga da accadimenti spiacevoli. Se si viene poi in contatto con negozi online sconosciuti e non si conosce molto bene il funzionamento del Web, probabilmente meglio evitare o quantomeno cercare informazioni su fonti ufficiali relative all'affidabilità del negozio (il rischio di imbattersi in risultati "autoprodotti" o altro non è del tutto scongiurato).

In questa sede si è solamente sfiorata la superficie dei potenziali rischi che si nascondono dietro al mondo dell'usato, a cui magari un utente, magari attirato dal risparmio, potrebbe non pensare più di tanto in primo luogo. Per una più ampia comprensione dell'argomento, consigliamo di dare un'occhiata al portale ufficiale del Centro Europeo Consumatori (ufficio di Bolzano), nonché al sito Web della Polizia Postale, in cui le informazioni per difendersi non mancano di certo. Per il resto, ricordate sempre la "regola del caffè".

Quanto è interessante?
2
L'usato è conveniente, ma la potenziale truffa è dietro l'angolo