Sempre più italiani si licenziano dal posto di lavoro: boom di dimissioni volontarie

Sempre più italiani si licenziano dal posto di lavoro: boom di dimissioni volontarie
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Solitamente il mantra italiano è “Non si trova lavoro”, qualcosa però sta cambiando e il 2022 ha confermato un trend decisamente opposto: c’è stato un boom di licenziamenti volontari, con un aumento del 22% rispetto allo stesso periodo del 2021.

Secondo gli ultimi dati ufficiali del Ministero del Lavoro, nei primi 9 mesi del 2022 sono state 1,66 milioni le persone che hanno presentato dimissioni volontarie presso il proprio posto di lavoro, nel 2021 invece erano state 1,36 milioni. Ma perché mai una persona dovrebbe licenziarsi dal proprio posto di lavoro? Solitamente lo si fa per andare alla ricerca di un lavoro retribuito in maniera migliore, o che abbia orari più consoni per conciliare anche varie esigenze familiari. Secondo l’AIDP, l’Associazione Italiana per la Direzione del Personale, i giovani di oggi chiedono retribuzioni eque e sono meno disponibili a essere sottopagati. Purtroppo, fa notare la CISL, sono poche le aziende in cui si cresce e si sviluppa benessere, di solito hanno fra i 10 e i 250 dipendenti. Il 95% del parco impresa totale invece è rappresentato da microimprese all’interno delle quali si fa fatica a lavorare in modo sano e corretto, con giuste politiche di welfare.

Tuttavia assieme alle dimissioni volontarie nel 2022 sono saliti anche i licenziamenti: tra gennaio e settembre circa 557.000 persone sono state licenziate dal datore di lavoro, +47% se si guarda ai 379.000 licenziamenti del 2021. Nel solo trimestre che va da luglio a settembre 2022 sono stati 181.000 i licenziamenti, le dimissioni volontarie invece sono state 562.000. I contatti di lavoro non rinnovati invece rappresentano ancora la causa principale di perdita di impiego nel nostro Paese.

Il tutto mentre in Giappone si viene pagati per dormire grazie a un progetto finanziato dall'Università di Tsukuba e l'azienda Calbee.

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