Il lato politico di anime e manga, protagonisti delle proteste in Cile

Nel 2019 in Cile, i personaggi di anime e manga sono diventati un veicolo di proteste sociali contro l'aumento dei prezzi dei trasporti pubblici

Il lato politico di anime e manga, protagonisti delle proteste in Cile
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Nessuno si sarebbe mai immaginato di vedere la testa di cinghiale di Inosuke, l'ammazza-demoni di "Demon Slayer", prendere parte alla folla di manifestanti cileni durante la cosiddetta "Guerra dei 30 Pesos". Eppure, nello stato sudamericano è successo anche questo: una vera e propria rivoluzione otaku ha preso piede nel bel mezzo delle proteste dell'ottobre 2019 - conosciute come "Estallido Social" - contro l'aumento del costo del biglietto della metropolitana, il carovita e la corruzione.
Stanchi dell'indifferenza del governo, la classe operaia, gli studenti universitari e gli studenti delle scuole superiori scesero nelle piazze della capitale, Santiago, esprimendo insoddisfazione per l'alto costo della vita rispetto ai redditi reali. Tra loro, moltissimi manifestanti hanno sfruttato l'immagine accattivante di personaggi noti di anime e manga per diffondere messaggi di protesta e coinvolgere un pubblico più ampio, a livello globale.

Il riottoso Inosuke Hashibira

Ma perchè proprio Inosuke Hashibira? Le proteste in Cile sono iniziate a ottobre 2019 in risposta dell'aumento dei prezzi dei biglietti ferroviari e sono terminate a marzo 2020 a causa della pandemia di COVID-19. Ciò ha portato all'avvio di un nuovo processo costituzionale, attualmente in corso. 


Le proteste popolari hanno avuto inizio per evitare di pagare le tariffe imposte dal governo, saltando le barriere dei biglietti, ma si sono trasformate in breve tempo in saccheggi e incendi dolosi di edifici e treni. In un clima di disordine sociale e violenza diffusa, l'ammazza-demoni Inosuke Hashibira, caratterizzato da una maschera ricavata dalla testa della defunta femmina di cinghiale che lo ha cresciuto, è diventato, inaspettatamente, uno dei protagonisti della "Guerra dei 30 Pesos". Testardo, forte e incurante delle conseguenza, il personaggio di Inosuke è solito combattere al limite delle proprie capacità fisiche, nonostante le ferite. La sua natura indipendente e caotica è presto divenuta il simbolo ideale dei manifestanti cileni, che hanno rappresentato il personaggio di "Demon Slayer" su cartelloni e striscioni mentre salta le barriere dei biglietti, resiste all'arresto e attacca la polizia con la sua tipica ferocia. Ad ispirare queste vignette, anche l'episodio 26 dell'anime, in cui Inosuke dà una testata a un treno credendo che sia una bestia nemica.

Anime e manga come mezzo di espressione globale

La tematica della sfida alla società oppressiva è molto diffusa all'interno di anime e manga: basti pensare, per esempio, a "Tokyo Revengers", in cui il protagonista, Takemichi, lotta contro il tempo per sconfiggere la Tokyo Manji Gang prima che possa diventare una grande organizzazione criminale. Ma anche al film "Tokyo Godfathers", del 2003, in cui dei senzatetto sfidano il sistema corrotto della metropoli per riportare un neonato abbandonato ai propri genitori. Non a caso, simili messaggi sono diventati un prezioso strumento di espressione per la società cilena, in cerca di un cambiamento radicale da quasi trent'anni.


Nonostante l'attuale contesto democratico, infatti, la classe operaia cilena è fortemente svantaggiata e lo è sin dai decenni della dittatura Augusto Pinochet, che negli anni '70 e '80 ha privatizzato e mercificato i servizi di base come alloggio, istruzione, trasporti e sanità, favorendo gli imprenditori locali.
La comparsa di striscioni e manifestanti travestiti da personaggi di anime e manga - oltre ad Inosuke, anche personaggi di "One Piece", "Pokémon" e "L'Attacco dei Giganti" - ha contribuito a un fenomeno affascinante che ha trasformato le proteste locali in un movimento connesso a livello globale. Una vera e propria esplosione creativa che ha ispirato le persone a continuare la loro lotta ideologica con narrazioni di giustizia e solidarietà, leitmotiv di moltissimi anime e manga. Più che una mera forma di intrattenimento, i capolavori di animazione giapponese si sono dimostrati un potente mezzo collettivo capace di oltrepassare i confini del Paese, e di catalizzare l'attenzione a livello mondiale verso cause di giustizia sociale.