'Piercing' di Murakami Ryu, un viaggio nei propri inferni interiori

Tra i romanzi più grotteschi e trasgressivi dell'enfant terrible delle letteratura nipponica, in una spirale di ossessioni e delitti incompiuti.

'Piercing' di Murakami Ryu, un viaggio nei propri inferni interiori
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Una scrittura per sfidare le convenzioni, analizzare sé stessi e la realtà che ci circonda: Murakami Ryu, con la sua narrativa distaccata e atrocemente concreta, non mira certo a far subito breccia nel cuore del lettore, quanto piuttosto a manifestare un quadro spigoloso e spaventosamente realistico della realtà in cui viviamo. Soprannominato l'enfant terrible della letteratura giapponese, lo scrittore e regista di Sasebo non vanta della stessa fama dell'omonimo collega Haruki, ma sin dalla fine degli anni '70 ha conquistato una nicchia di appassionati di un genere letterario dalla narrazione schietta ed esasperata, capace di coinvolgere e sconvolgere. "Piercing", il suo romanzo del 1994 - da cui è tratto l'omonimo film del 2018 diretto da Nicolas Pesce - è il frutto perfetto della libertà espressiva di Murakami Ryu, un thriller psicologico difficile da incasellare, ma totalmente privo di mezze misure.

La trama

Il protagonista è il ventinovenne Kawashima Masayuki, un graphic designer di successo che vive assieme alla moglie coetanea Yoko e alla figlia neonata, Rie. Uno scenario familiare apparentemente sereno, che improvvisamente viene incrinato da un'ossessione che riemerge dal passato di Kawashima e che lo trascina verso la follia. Il protagonista, infatti, viene assalito dal macabro desiderio di trafiggere la figlia con un punteruolo da ghiaccio: un impulso che qualche anno prima aveva provato nei confronti di una sua ex compagna, una pulsione sadica il cui necessario compimento, per Kawashima, è l'omicidio. Al colmo della frustrazione, l'uomo si allontana dalla propria famiglia per una settimana, ritirandosi in un hotel dove comincia a progettare il suo piano maligno e a designare la vittima che lo subirà.

I ragionamenti lo portano a scegliere il prototipo di una ragazza giovane e socialmente irrilevante, come una prostituta, e il suo destino si intreccerà presto con quello di Sanada Chiaki. La ragazza, all'apparenza, risponde a tutti i requisiti, ma nasconde un passato problematico che determina una personalità autolesionista e fuori controllo, che ha fatto del masochismo il suo lavoro. Vittima e carnefice si intrecceranno in un vero e proprio gioco al massacro, invertendo i loro ruoli e celando traumi infantili che, inaspettatamente, li uniranno in una sorte tragica, sullo sfondo di una Tokyo notturna.

"È stato allora che l'ha colpita, quando ha visto quanto era spaventata. Non poteva sopportare che lei fosse spaventata e chiedesse aiuto. Chiedere aiuto è sbagliato. Perché in questo mondo l'aiuto non esiste" - Piercing, Murakami Ryu.

Espressione e desideri proibiti

"Piercing" è un romanzo di matrice psicologica atipico, difficile da etichettare. In un vortice di vicissitudini dettate dall'odio, Murakami riesce comunque a trovare spazio per l'amore: un sentimento esplosivo ma avvelenato, tra due anime gemelle che parlano lingue diverse, eppure si intendono più di chiunque altro. Da una parte il metodico e paranoico Kawashima, accecato dal suo desiderio maligno di uccidere una donna con un punteruolo da ghiaccio; dall'altra, la borderline Chiaki, ossessionata dal dolore e dall'autodistruzione, che fa della violenza la sua ragione di vita.

Un triste fil rouge unisce i loro percorsi e dipinge il quadro di una società postmoderna che cela morbosamente desideri incompresi e inespressi, incapace di comunicare. Il tutto, pronunciato in modo straordinariamente compatto e cosciente, dalla scrittura cupa e disillusa di Murakami Ryu.
Come in un ascensore verso l'inconscio, lo scrittore giapponese - autore di "Blu quasi trasparente" e del film "Tokyo Decadence" - ci trasporta nel nostro inferno interiore, con un romanzo viscerale, inadatto ai lettori casuali di thriller ma impossibile da interrompere.