La musica contro la mascolinità tossica: i cantanti che vestono genderless

Da Harry Styles a Yungblud i cantanti del momento vestono genderless, per una moda sempre più priva di genere.

La musica contro la mascolinità tossica: i cantanti che vestono genderless
Articolo a cura di

La musica è per tutti, non è certo una novità. Ma piace ancora di più quando, oltre alla meticolosità nei testi e nelle sonorità, i nostri artisti musicali del cuore si impegnano a proporre la migliore versione di sé anche sul palco.
Dallo smoking alla gonna a balze, dalle boy band alla musica solista, dai grandi palchi ai grandi schermi: Harry Styles ha una carriera tutta in ascesa, un look formidabile e un potere comunicativo che rompe le barriere generazionali.
Al pari di un'icona glam rock degli anni '70 - di cui lui stesso è un fan sfegatato - l'ex One Direction strizza l'occhio alla moda priva di genere, distruggendo i canoni dell'abbigliamento convenzionale con scelte di stile fluide e fantasiose, tutte ovviamente impeccabili grazie alla sua impronta british.

Prima di lui lo facevano anche Bowie, Prince e Marc Bolan, simboli immacolati di una rivoluzione sessuale che tardava a dare i suoi frutti nel concreto.
Dal canto nostro, anche in Italia alcuni cantanti stanno alzando la voce sulla questione: tra corsetti, trasparenze e completi sofisticati, Mahmood, Michele Bravi e i Maneskin elevano il concetto di stile prevaricando le barriere di genere, portando in scena outfit d'alta moda raffinatissimi.

Non è solo immagine

Se pensate che il genderfluid sia solo un trend di convenienza, dipinto sullo sfondo di melodie pop, accessibili e radiofoniche, non c'è nulla di più sbagliato. Il frontman dei My Chemical Romance, band rock alternativa che fin dagli anni 2000 ha fatto scatenare tutti gli adolescenti ribelli che si rispettano, mastica questo concetto fin dagli esordi. Dal 2019, anno di reunion della band americana, ha ripreso a calcare i palcoscenici di tutto il mondo con outfit inaspettati, queer e sorprendenti: uniformi da cheerleader, completi da infermiera, tutine da gatto e stivali in pelle con platform. C'è forse qualcosa di più punk che sovvertire i canoni dell'abbigliamento?

Il legame tra musica rock e look androgini, dopotutto, non è certo una novità: come dimenticare tutte le volte che Kurt Cobain si è esibito con mini abiti a fiori e camicette ricamate? Grazie al suo stile rivoluzionario e strafottente, l'abito de "La casa nella prateria" è diventato improvvisamente un must have per le rockstar di tutto il mondo.
Durante il Life On Mars Tour terminato a giugno 2022, il giovanissimo Yungblud, classe 1997, è riuscito in un'impresa più unica che rara: tutte le toilette dei luoghi che ospitavano i suoi concerti sono diventate "gender neutral".

Niente più distinzioni tra uomini e donne, il cantautore britannico che ama le minigonne scozzesi è riuscito a gettare i concetti di mascolinità tossica dritti... nel gabinetto.
Ma anche l'hip hop vuole la sua parte, e Lil Nas X lo sa bene: tra top cortissimi, look glitterati e accessori in pelle seducenti, il rapper ventitreenne aggiunge una buona dose di provocazione a un panorama musicale che ha sempre orbitato attorno alla virilità della figura maschile.
La musica si sta così risvegliando nei confronti di una tematica delicata e cruciale, veicolando valori fondamentali attraverso la creatività di leader carismatici, attenti a tutto ciò che è contemporaneo.