Dyson Zone, le cuffie che purificano l'aria arrivano a gennaio

L'inedito dispositivo sarà in vendita all'inizio solo in Usa, Regno Unito e Asia ma il prezzo è ancora top secret.

Dyson Zone, le cuffie che purificano l'aria arrivano a gennaio
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Rivoluzionario, senza precedenti, imparagonabile. Molto spesso quando si presenta un nuovo oggetto si utilizzano a sproposito i suddetti termini, quando invece la sostanza è ben diversa e già nota. Se si parla delle Dyson Zone, però, bisogna partire proprio dall'esclusività della soluzione, perché cuffie che purificano l'aria ancora non si erano mai viste.

Investire tempo e risorse per sviluppare e lanciare sul mercato un modello extra large progettato tra gli stabilimenti di Regno Unito, Cina, Malesia e Singapore non può esser un progetto da sottovalutare, anche perché l'azienda fondata da Sir James Dyson ha dimostrato più volte negli anni di saper innovare e cambiare le carte in tavola. Prima con gli aspirapolvere, poi con i ventilatori e più tardi con asciugacapelli e robot per le pulizie domestiche.

Una cuffia senza precedenti per diversi motivi

Con Zone gli inglesi firmano un doppio debutto, perché la cuffia è il primo dispositivo dedicato all'audio, ma segna pure l'esordio tra i gadget indossabili. E come sempre, quando Dyson si infila in qualcosa di nuovo lo fa in maniera originale, anche se stavolta c'è curiosità per osservare come i consumatori accoglieranno le cuffie con la visiera (removibile), che proietta l'aria purificata verso il naso e la bocca di chi le indossa.

A garantire aria pulita ci pensano i filtri elettrostatici, che bloccano il 99% di particelle inquinanti fino a 0,1 micron, con i filtri ai carboni attivi K-Carbon che invece sfruttano il potassio per catturare i gas acidi maggiormente associati all'inquinamento urbano, come biossido di azoto e zolfo.

Al di là dell'attrazione per l'inedita novità, forse non tutti (almeno all'inizio) potrebbero essere convinti di girare per strada indossando un oggetto che tende a isolare e creare distanza con gli altri, e non solo per il fresco ricordo delle mascherine che per due anni (e anche tuttora, seppur con meno rigidità) hanno cambiato il nostro modo di vivere e relazionarci con il prossimo.

Musica, aria pulita e telefonate


In attesa di testarle sul campo, le cuffie over-ear con cancellazione attiva del rumore e riproduzione del suono ad alta fedeltà snocciolano specifiche che meritano attenzione. Per annullare il rumore esterno sono stati integrati 11 microfoni (perché oltre a quelli ambientali vanno annullati pure i rumori generati dai motori e dal sistema di filtraggio), con il sistema ANC che ne utilizza otto per ridurre il suono esterno fino a 38 dB, attuando un monitoraggio dell'ambiente sonoro circostante fino a 384.000 volte al secondo.

Gli ingegneri assicurano una distorsione minima, anche in virtù di una impostazione di equalizzazione che punta a ottimizzare la curva di frequenza per offrire un audio chiaro su tutta la gamma.
Come su altri modelli, anche qui si possono effettuare chiamate vocali e registrazioni, grazie alla tecnologia beamforming a doppio microfono che permette una maggior chiarezza della voce respingendo i suoni provenienti dai lati del parlante, mentre l'autonomia tocca le 50 ore in versione solo audio, riducendosi a 4, 2.5 e 1.5 ore in caso sia attivata la purificazione in modalità bassa, media o alta (per la ricarica completa via USB-C delle due batterie agli ioni di litio da 2600 mAh servono 3 ore).

Un'idea nata prima della pandemia

Con un peso di 670 grammi (visiera inclusa, senza si scende a 595 grammi), le dimensioni delle Zone sono importanti, per quanto i miglioramenti nei cinque anni di ricerca e sviluppo abbiano consentito di eliminare l'iniziale zaino previsto per il motore, in favore di due compressori posizionati nei padiglioni auricolari che aspirano l'aria esterna per purificarla mediante piccoli filtri a doppio strato.

Scomparso pure il boccaglio, che si è trasformato in visiera, poiché evitare il contatto tra viso e oggetto era un obbligo per gli ingegneri al fine di scongiurare fastidi o irritazioni delle pelle che avrebbero potuto allontanare potenziali clienti.
Nonostante le immagini rimandino immediatamente alle mascherine (FFP2 e non solo) e all'incubo COVID-19, l'idea di Dyson è nata tre anni prima della pandemia per l'esigenza di trovare risposte efficaci contro l'incremento dell'inquinamento ambientale.
A scanso di equivoci, del resto, le Zone non bloccano virus e batteri, perché l'obiettivo sono gas, allergeni e particolato.

La necessità di rimediare all'inquinamento ambientale

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha più volte ricordato che 9 persone su 10 a livello globale respirano aria che supera i limiti di inquinanti previsti dalla stessa OMS e se già oggi più della metà della popolazione mondiale vive nelle città, entro il 2050 avremo quasi il 70% ammassato nei centri più grandi.
Ciò significa che all'aumentare delle persone aumenteranno anche traffico, trasporti, costruzioni e altre attività che impattano sull'ambiente, peggiorando l'aria e l'inquinamento acustico.

A fermare una minaccia globale simile non sarà certo Dyson con le sue cuffie; d'altronde l'obiettivo dell'azienda non è salvare il mondo ma proporre soluzioni utili per migliorare la situazione del singolo (le Zone rappresentano un dispositivo per combattere l'inquinamento urbano ed è il primo dei prodotti che arriveranno da qui al 2025, quando l'azienda porterà a termine il piano quinquennale con investimenti di 2,75 miliardi di sterline per sviluppare nuove tecnologie) e aprire nuove strade per un'innovazione utile alla collettività.

Con l'app controlli quasi tutto

Nel caso della cuffie purificatrici, oltre a Bluetooth, jack da 3,5mm e l'app MyDyson per controllare il dispositivo, regolare la velocità del flusso d'aria, la modalità di cancellazione del rumore e adattare l'equalizzazione audio scegliendo tra le tre modalità Dyson EQ, Bass Boost e Neutrale, la gestione è agevolata da una serie di accorgimenti che aiutano l'utente verso abitudini più sane.

L'accelerometro integrato che monitora l'attività, ad esempio, regola il flusso d'aria quando le Zone sono in modalità automatica e con visiera inserita, mentre il rilevamento della testa consente di innescare la modalità standby quando la cuffia non è in uso. In egual modo, se si abbassa la visiera si attiva la modalità conversazione, con l'automatica interruzione della purificazione e della musica, a beneficio dell'autonomia.

In arrivo tre modelli

In leggero ritardo rispetto all'originale tabella di marcia, le Dyson Zone saranno in vendita da gennaio in Cina e da marzo in Regno Unito, Hong Kong, Singapore e Stati Uniti.

Tre i modelli disponibili, con le versioni Satin Silver/Ultra Blue e Ultra Blue/Prussian Blue che nella confezione includeranno una coppia di filtri elettrostatici al carbone, la spazzola per la pulizia della visiera, il cavo di ricarica USB-C e una doppia custodia, mentre il pacchetto per le cuffie nella combinazione Prussian Blue/Bright Copper prevede una custodia e un adattatore in più.
Sconosciuti al momento i prezzi, che per ovvi motivi non saranno abbordabili da tutti, come pure non ci sono ancora indicazioni sull'arrivo del prodotto in Italia, anche perché la priorità di Dyson è rappresentata dai Paesi asiatici, che oltre a essere molto popolati sono quelli in cui l'azienda sta investendo maggiormente.