Cosa sono i superfood? La ricerca infinita del benessere a tavola

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di superfood, ma dalle sane abitudini all'eccesso il passo è straordinariamente breve.

Cosa sono i superfood? La ricerca infinita del benessere a tavola
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Tra biologico, km0, greenwashing e tutto ciò che riguarda salute, alimentazione e ambiente, la confusione è tanta e le regole d'ingaggio spesso non aiutano più di tanto.
Sempre più spesso si sente parlare di superfood, la nuova frontiera dell'alimentazione che poi tanto nuova non è più; eppure, anche navigando a vista sotto l'egida dell'evidenza scientifica è facile cadere in facili tranelli di fake news ed esagerazioni.
Cerchiamo di fare chiarezza sull'argomento ma prendete queste righe con la consapevolezza che non troverete consigli su dieta e alimentazione: per ottenere un giusto piano alimentare la regola resta sempre quella di affidarsi a professionisti del settore.

Cosa sono i superfood?

In molti casi, il termine superfood viene spesso utilizzato per promuovere commercialmente un alimento, al punto da portare l'UE a legiferare in merito per cercare di arginare il marketing selvaggio sull'argomento.
Ma di cosa si tratta esattamente? I super-cibi non sono certamente gli spinaci di Braccio di Ferro e neanche il contrario della criptonite.

Come spiegano magistralmente J. P. Barsby et al in Nutritional properties of selected superfood extracts and their potential health benefits, il termine superfood "viene utilizzato per indicare alimenti considerati ricchi di importanti benefici per la salute. Si dice che i superfood possano prevenire malattie e migliorare la salute generale, ma data l'assenza di precisi criteri qualunque cibo potrebbe essere chiamato ‘super' senza letteratura a supporto".

Insomma, siamo alle solite... la panacea per tutti i mali ma senza evidenza scientifica? Non esattamente, poiché molti alimenti sono effettivamente densi in nutrienti e possono contribuire a migliorare la salute dell'individuo. Alcuni di questi fanno già parte della nostra dieta; altri sono più rari o difficili da trovare, anche se per il popolo principe della tavola nulla potrà mai sostituire una dieta varia ed equilibrata.

Sì, ma quali?

Tra i tantissimi cibi finiti nel vortice dei superfood, uno dei più antichi è la banana. La regina gialla è "diventata" un alimento eccezionale già durante la Prima Guerra Mondiale, ricorda la Fondazione Veronesi. Non a caso, però, a promuoverlo fu proprio una multinazionale specializzata in frutta tropicale.
Al netto di una notevole eterogeneità nell'apporto vitaminico, la banana è anche particolarmente ricca in glucidi, rendendola certamente non tra i migliori frutti da consumare in regime ipocalorico.

Bene anche il cavolo, ma non meglio di altre verdure. In generale, gran parte degli alimenti a foglia verde scura è fonte di vitamine, fibre e minerali. Alcuni esempi? Biete, spinaci e broccoli.

Lo stesso vale per frutti rossi e frutti di bosco. Il più popolare di tutti è sicuramente il mirtillo. La sua notorietà si deve alla presenza di flavonoidi, in particolare gli antociani, antiossidanti utili a ridurre i radicali liberi e l'infiammazione, così come sono particolarmente apprezzati per le loro proprietà il melograno e i lamponi.

L'avocado è ricco di acidi grassi monoinsaturi, ma per questo caso specifico come per altri occorrerebbe mettere le cose in prospettiva. In effetti, se l'avocado è un vero e proprio mattatore per gli Omega-3 tra i frutti, nella nostra dieta l'olio EVO può essere considerato un suo degno rivale, anch'esso ricco degli stessi acidi grassi, ma nessuno dei due ne contiene la quantità che troveremmo, per esempio, nel salmone o nei Semi di Chia (con le opportune proporzioni).

Altrettanto buoni come intake di Omega-3 sono anche la bottarga e pesci come la trota o gli scombridae, tra cui sgombro e tonno, così come alcuni legumi, soia inclusa, e alcune alghe commestibili.
Anche le bacche di Goji sono state spesso accostate alla parola superfood per via della presenza di carotenoidi, che però sono già presenti sulle nostre tavole anche in altri alimenti come formaggi, cavoli e spinaci, e Vitamina C, presente in ogni forma e colore dalle nostre parti, dai peperoni agli agrumi, passando per i broccoli.

Tra verità e misunderstanding

Pescando non totalmente a caso, la FDA si espresse in merito nel 2015. Come ricorda puntualmente Live Science, rispondendo alle pressioni della Royal Hawaiian Macadamia Nut l'Ente americano spiegò che il consumo regolare di una piccola quantità di noci di macadamia può effettivamente contribuire a ridurre il rischio di malattia coronarica. Nulla di più e nulla di meno.

Una dichiarazione che potrebbe sembrare banale ma che invece converrebbe stamparsi bene in testa, non soltanto perché il consumo di vagonate di frutta secca non costituisce una barriera invalicabile contro il sopraggiungere di future malattie, ma anche per una ragione più insidiosa. In effetti, il rischio maggiore derivante da determinate pratiche di marketing riguarda il possibile abuso, soprattutto in persone più vulnerabili da questo punto di vista: in soldoni, esagerare non è mai una grandissima idea.

Dai frullati alle centrifughe, tutto nelle giuste dosi può contribuire al benessere fisico. A questo si aggiunga che proprio le centrifughe sono state negli ultimi anni al centro del dibattito pubblico sulla loro utilità, dato che le macchine più comuni tendono a scaldare l'alimento con le loro lame deteriorandone il contenuto in nutrienti.

Questo non significa che vadano evitate, ma la moderazione parrebbe essere la chiave di lettura migliore per una sana abitudine alimentare: le preferenze sono assolutamente legittime, però occorre una certa dose di consapevolezza prima di mettere in atto comportamenti che potrebbero rivelarsi controproducenti per la salute e per il portafogli.

Bibliografia e fonti:
J. P. Barsby et al - Nutritional properties of selected superfood extracts [...]
Live Science - What are superfoods?
Fondazione Umberto Veronesi - Cosa c'è di vero nei "superfood"?