La vera storia dietro alle celebri ballerine di Degas

Una serie di dipinti di successo del pittore e scultore esponente dell'Impressionismo, che fu interrotta dallo scandalo di una ballerina quattordicenne.

La vera storia dietro alle celebri ballerine di Degas
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Chi non si è mai imbattuto, almeno una volta, nelle ballerine di Degas? Edgar Degas è stato un pittore e scultore francese, meglio conosciuto come "il pittore delle ballerine", e le sue muse ispiratrici furono proprio le allieve dell'Opéra di Parigi, di cui raffigurò i movimenti delicati - ma anche goffi - e i segreti nascosti dietro le quinte.
La maggior parte delle opere raffiguranti le celebri danzatrici in tutù è custodita all'interno del Museo d'Orsay di Parigi, ma ce n'è una, la prima, realizzata in cera e conservata alla National Gallery of Art di Washington, che cambiò le sorti dell'artista.

Il pittore agorafobico e anticonformista

Edgar Degas proveniva da una famiglia borghese e benestante, che gli permise di recarsi in Italia per studiare le tecniche dell'arte classica e antica. Ma le sue

opere sono state attribuite alla corrente dell'Impressionismo, in cui luce e colore trionfano attraverso percezioni personali della realtà. Nata in Francia durante la seconda metà dell'Ottocento, la corrente artistica dell'Impressionismo era solita illustrare dipinti en plein air (all'aria aperta), ma Degas aveva una naturale predilezione per gli spazi chiusi e si distinse subito all'interno del movimento. Si vociferava che il pittore fosse agorafobico e angosciato dagli spazi aperti, e la sua propensione per gli ambienti al chiuso si traduce in tutte le sue opere.

Dopo la morte del padre, Edgar Degas si vide costretto a ovviare al crollo finanziario della famiglia e decise di optare per uno dei soggetti più in voga - e più facili da vendere - dell'Ottocento: le ballerine. Una scelta azzeccata, perché le allieve dell'Opéra di Parigi divennero il motivo principale della fama dell'artista, che le rappresentava in movimento durante le lezioni accentuando i momenti intimi e goffi della loro quotidianità.
Prove, allenamento e momenti di relax dietro le quinte: le ballerine di Degas sono reali e umane come in un'istantanea fotografica, e si distaccano dall'ideale immacolato di grazia che viene sfoggiato sul pacoscenico.

La triste storia di Marie

Tra lo stupore generale del pubblico di fronte a quei dipinti così "veri" e lontani dalla tradizione accademica, si distingue la prima scultura di Edgar Degas,

realizzata in cera colorata e accessori umani come capelli, corpetto in stoffa e scarpette da ballo. Della "Petite Danseuse" - la più umana delle sue ballerine - furono realizzate 150 copie ma la prima e originale è conservata alla National Gallery of Art di Washington e raffigura la musa ispiratrice dell'artista impressionista: la quattordicenne Marie van Goethem, nata da genitori emigrati dal Belgio e orfana di padre, costretta dalla madre a prostituirsi per mantenere la famiglia. Marie incarnava lo status decadente di molte ballerine dell'Opéra provenienti dai quartieri più poveri, e la sua scultura dall'espressione triste e carica di disagio destò critiche e scalpore perché diversa dall'ideale di bellezza dell'epoca.

Un anno dopo il suo successo come musa ispiratrice di Degas, Marie fu licenziata dall'Opéra di Parigi a causa delle sue frequentazioni presso locali scandalosi e sconvenienti per una ragazzina della sua età. Di lei non si seppe più nulla e il suo nome fu radiato dai registri delle scuole di ballo, come caduto in un dimenticatoio. La scultura di Degas fu soggetto di feroci polemiche da parte dei critici d'arte, che la dichiararono più adatta ad un museo di zoologia piuttosto che per una mostra. Alla morte dell'artista, nel 1917, la sua bottega rivelò ben 150 sculture di cera o di terra fino ad allora sconosciute, raffiguranti Marie van Goethem.