Come nasce un prodotto Thule: il nostro viaggio a Hillerstorp, in Svezia

Siamo stati a Hillerstorp, in Svezia, per vedere come viene progettato e testato un prodotto Thule. Poi a Malmö per un evento di caratura mondiale.

Come nasce un prodotto Thule: il nostro viaggio a Hillerstorp, in Svezia
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L'orologio al polso segna le 15:45, nonostante questo fuori è già praticamente buio pesto. La temperatura esterna si avvicina allo zero, l'autobus con cui stiamo attraversando la campagna svedese ha però il riscaldamento impostato al massimo e si potrebbe quasi viaggiare in t-shirt. Per il giorno successivo è prevista neve abbondante, non abbastanza per fermare l'appuntamento che attendiamo da tempo, del resto da queste parti sono abituati alla neve: visiteremo il Thule Test Center di Hillerstorp, nel cuore selvaggio della Svezia.
Il brand Thule non ha certo bisogno di grandi presentazioni: è un marchio globale per gli sport e le attività all'aria aperta fondato nell'ormai lontano 1942, oggi un autentico punto di riferimento quando si parla di zaini, valigie, tende da tetto, portabici, portapacchi, rimorchi per biciclette, passeggini per bimbi e tanto altro, da oggi inclusi anche i seggiolini per auto, di questo però parleremo a breve.
Quando siamo in dirittura d'arrivo, i campi sono già gelati e il cielo è di un bianco sporco e minaccioso: la neve inizierà a cadere violentemente qualche minuto dopo essere entrati nella grande struttura Thule. È tempo di scoprire come vengono progettati e testati i prodotti del marchio svedese famoso in tutto il mondo.

Come nasce un prodotto Thule

In pieno stile scandinavo, l'intera struttura è ordinata e minimale, di fatto non ci sono recinzioni esterne, non c'è alcun gabbiotto della sicurezza, sbarre automatiche e quant'altro: evidentemente da queste parti non c'è alcun bisogno di orpelli simili. Pur essendo nell'entroterra svedese, un luogo ostico per quanto riguarda il clima, ciò che ci accoglie all'ingresso è un pannello riassuntivo di tutta l'energia fotovoltaica prodotta dalla struttura, che al suo interno nasconde diverse anime.

Al primo (e anche ultimo) piano vi sono tutti gli uffici del settore Ricerca & Sviluppo, un ambiente open space in cui campeggia - rivisitato - l'ormai celebre slogan Thule: Bring your life. Su ogni porta o vetrata è stampata la frase "Bring your...", ovvero "Porta il tuo...", completata poi da parole come bimbo, bicicletta, cane, famiglia, monopattino e così via, un modo per dire a dipendenti e clienti di vivere la propria vita nel modo più libero possibile (magari con i prodotti Thule).
Tornando al piano terra, un'intera ala della struttura è dedicata alla fabbricazione di piccoli elementi utili all'assemblaggio di prodotti più grandi, pensiamo magari alle viti, ai meccanismi di incastro, ai telai in alluminio dei passeggini, l'unica sezione rumorosa dell'intero impianto in cui è necessario usare i tappi di sicurezza per le orecchie.

Qui Thule modella e pressa lastre di alluminio e altri materiali per creare ciò di cui ha bisogno per assemblare i suoi prodotti, senza delegare la produzione all'esterno. Il vero fiore all'occhiello della struttura di Hillerstorp è però il Test Center: in questa sezione l'azienda svedese prova la resistenza di tutti i suoi prodotti una volta fatti e finiti. Può così capitare di vedere passeggini e rimorchi camminare per ore su rulli che simulano una strada asfaltata con qualche ostacolo di tanto in tanto, oppure di vedere trolley lanciati da diverse altezze o messi all'interno di una sorta di centrifuga per simulare una turbolenza aerea.
La fabbricazione di questi oggetti richiede ovviamente degli standard da rispettare in quanto a resistenza e sicurezza, per Thule però il rispetto delle regole base è soltanto il punto di partenza: gli standard imposti internamente dall'azienda sono molto più alti di quelli comuni a tutti i produttori, motivo per cui i prodotti del marchio svedese possono durare una vita.

Magari hanno un prezzo di listino superiore a tanti altri concorrenti, bisogna però vedere l'acquisto di un prodotto Thule come un investimento a lungo termine, che poi è anche la chiave per inquinare meno il pianeta. Questa associazione di idee la dobbiamo ad Aden Johnson, Director of Global Product Management del Thule Group: nel corso di un'intervista, il top manager - che da New York si occupa di tutta la valigeria del brand - ci ha ricordato che acquistare di continuo nuovi prodotti è una pratica deleteria perché significa consumare materiali, generare CO2, creare scarti. Più si conserva e si utilizza un prodotto, meno si inquina, implicitamente parlando. Continuando la nostra passeggiata all'interno del Test Center siamo arrivati nell'area più recente e avanzata: giusto lo scorso anno Thule ha investito un milione di euro per creare una zona di Crash Test per mettere alla prova i suoi seggiolini per auto, prodotti che proprio ora fanno il loro debutto nel portfolio del brand.

Realizzati con materiali all'avanguardia, i nuovi seggiolini vengono prima sviluppati in 3D, dove guscio e materiali subiscono le simulazioni per quanto riguarda la resistenza agli urti, poi testati in laboratorio. Abbiamo trovato alquanto impressionante il livello di realismo restituito dalle simulazioni: il margine d'errore, rispetto ai Crash Test con prototipi reali, è quasi nullo, significa che nella realtà si verifica esattamente ciò che le simulazioni prevedono, in questo modo i giovani tecnici che sviluppano i progetti sanno di poter disegnare prodotti eccellenti sin dalla modellazione virtuale in tre dimensioni - andando poi a colpo sicuro con la produzione del prototipo.
Così come avviene con i caschi, e noi lo abbiamo scoperto visitando la fabbrica Nolan a Brembate di Sopra, anche i seggiolini per auto sono sottoposti a test di strutture terze e indipendenti; Thule ha però voluto investire in un centro per i Crash Test per essere sicura che i suoi prodotti passino le prove di routine imposte dal mercato.

Anzi, se avete ben compreso il modus operandi dell'azienda, Thule vuole essere certa che gli standard di sicurezza dei suoi prodotti siano di gran lunga superiori a quelli imposti dall'esterno, un mantra che si ripete. Più o meno come avviene per i Crash Test delle auto, la zona prevede un lungo binario sotto pressione che simula un impatto contro una struttura rigida o semi-rigida. Il prodotto in prova è attorniato da sensori e telecamere che registrano a centinaia di frame per secondo, così da avere un ralenti preciso al millisecondo utile all'analisi finale. In questo articolo abbiamo semplificato molto per rendervi la lettura più scorrevole, il tour dell'intero impianto Thule di Hillerstorp è però durato più di due ore e ci ha messo alquanto fame.

Al termine della visita, ci siamo ritrovati nel bel mezzo di una nevicata a mangiare kebab di alce e cervo dai food truck parcheggiati nel piazzale dell'azienda, da accompagnare con bevande calde o fredde. I food truck sono stati una sorta di fil rouge del viaggio, li abbiamo infatti ritrovati anche all'evento serale organizzato a Malmö, presso un'antica rimessa dei treni oggi utilizzata appunto per eventi e showcase. È arrivato il momento di parlarvi del Lokstallarna.

Un nuovo modo di comunicare

Non avevamo la minima idea di cosa avesse organizzato Thule per mostrare a centinaia di giornalisti provenienti da tutto il mondo quali fossero i suoi nuovi prodotti, la sorpresa è stata comunque abbondantemente al di sopra delle aspettative. Ci siamo infatti ritrovati in un ambiente molto simile a una passerella per le sfilate di moda, con due lunghe fasce di LED e il pubblico seduto appena dietro.

Thule ha utilizzato questo spazio per far sfilare più di 40 ambassador con indosso oltre 30 nuovi prodotti: tutto questo è stato il THEX 23|24. Lungo il binario dismesso scelto dall'azienda abbiamo visto sfilare anche diverse autovetture elettriche (rigorosamente in bianco!) con tanto di tende da tetto, portapacchi, portabici, i nuovi prodotti pensati per i nostri amici cani.

Abbiamo persino assistito al "passaggio di consegne" tra passato e presente: da una parte una Porsche 911 degli anni Settanta con un portasci Thule dell'epoca, dall'altra una Porsche Taycan Cross Turismo elettrica con un portapacchi 2024, con il campione Ingemar Stenmark che simbolicamente è passato da una vettura all'altra. Uno spettacolo umanamente pirotecnico che non avrebbe sfigurato alla Milano Fashion Week, tutt'altro. Entriamo dunque nel vivo dei nuovi prodotti Thule, che a fine evento abbiamo potuto toccare con mano in un'area dedicata. Per i viaggi in auto è arrivato il nuovo Thule Motion 3 da tetto, così come il Thule Arcos da montare sul rimorchio posteriore, perfetto per le auto elettriche e il risparmio di energia.

Per gli amanti della bicicletta outdoor abbiamo visto i nuovi Thule Epos e Thule Verse, mentre Thule Outset e Thule Approach sono soluzioni perfette per chi vuole passare la notte all'aria aperta. Guardando al mondo bimbi, i seggiolini per auto rappresentano una novità assoluta per Thule, i quali magari meritano un focus a parte, non mancano poi i classici passeggini a tre o a quattro ruote. Grandi novità anche sul fronte animali domestici: Thule ha lanciato il nuovo Allax, una gabbietta da auto per cani leggera e resistente che permette anche un comodo accesso. Borse e zaini invece vedono protagoniste le famiglie di prodotti Chasm (abbiamo provato lo zaino Thule Chasm) e Aion, e ancora il nuovo set Subterra e gli zaini AllTrail.

La nostra avventura è finita a tarda serata, ammirando uno scorcio di Malmö dal dodicesimo piano di un hotel. Per Thule è stato il primo grande evento di caratura mondiale della sua storia, un nuovo modo di comunicare la passione e la filosofia che si nascondono (ma neanche troppo) dietro ogni prodotto del brand. Aden Johnson ci ha fatto capire che questo potrebbe diventare un nuovo standard di comunicazione, dunque non possiamo che sperare già in un THEX 24|25, il nostro trolley Thule Aion è già pronto a ripartire.